|
Politica
Elezioni, un
2007 di lavoro per le Marche

La senatrice Silvana Amati
di sen. Silvana Amati
segreteria nazionale Ds
HO
ORGANIZZATO a Roma, lo scorso 11 dicembre, insieme all’on.
Giacomelli, Responsabile degli Enti Locali della Margherita,
l’Assemblea nazionale dei rappresentanti delle città, delle
province, delle regioni, assai partecipata e conclusa da Rutelli,
Fassino e Prodi, che ha segnato un ulteriore passo avanti nel
confronto e nella costruzione del Partito Democratico. Infatti la
stessa possibilità di approdare ad un bipolarismo maturo, ad una
democrazia trasparente, a uno Stato effettivamente federalista
dipende non solo da una nuova legge elettorale e dalle riforme
istituzionali, ma dalla esistenza di un grande soggetto riformista
che guidi il Paese. Di Silvana Amati Segreteria nazionale Ds
Nel 2007, presumibilmente a maggio, 11 milioni di italiani saranno
chiamati alle urne per scegliere i presidenti di 8 province e i
sindaci di più di ottocento comuni.
Un appuntamento elettorale di tutto rispetto che, nelle Marche,
andare al rinnovo l’Amministrazione provinciale di Ancona e le
città di Jesi, Fabriano, Civitanova, Tolentino, Rosora, Corinaldo,
Corridonia, Penna San Giovanni, Acquaviva Picena, Pedaso e
Ripatransone.
Come responsabile nazionale Enti Locali dei Ds l’aspirazione
principale è dunque quella, in Italia e nelle Marche, di una
importante riconferma dei Ds, dell’Ulivo, dell’Unione alla quale
tutti stiamo lavorando con impegno. Non mancano infatti candidate e
candidati popolari ed autorevoli che consentiranno di affrontare con
serenità il giudizio degli elettori. In particolare per la Provincia
di Ancona il buon governo del presidente Giancarli e della sua
squadra, caratterizzato da grande operosità e, tra l’altro, da un
ottimo rapporto di coalizione, credo possa essere una carta di
presentazione assai utile per chi sarà chiamato a proseguirne il
lavoro.
Mi auguro poi che la lista dell’Ulivo, per la prima volta alla
verifica elettorale per l’Amministrazione provinciale, così come si
è deciso di fare in tutto il Paese, consenta di rispondere ancora
meglio a quella richiesta di unità e di nuova progettualità che
molti cittadini hanno dimostrato di scegliere anche alle ultime
elezioni politiche. Sono convinta anche che, in tempi brevi, la
costituzione del gruppo dell’Ulivo in Regione completerà il percorso
avviato con le elezioni del 2005, così come si sta facendo in tutte
le Regioni.
Per noi Ds il 2007 è anche l’anno del congresso che ci vedrà
impegnati all’avvio del percorso costituente del Partito
Democratico, occasione di una straordinaria innovazione della
politica nella direzione della costruzione di un partito forte,
radicato nel territorio e organizzato, capace di apertura, osmosi,
partecipazione.
Il Partito Democratico nascerà per un atto di volontà di partiti e
movimenti politici e associativi che hanno deciso insieme un
percorso, una transizione caratterizzata da gradualità e
processualità a cui i fondatori concorreranno con la loro
organizzazione, le loro politiche, i loro gruppi dirigenti. In altri
termini noi Ds nel IV Congresso Nazionale non ci scioglieremo, ma
approveremo una piattaforma politica con cui concorrere alla
costruzione del Partito Democratico, eleggeremo un Segretario e gli
organismi dirigenti previsti dallo statuto, a cui sarà data la
responsabilità di guidare i Ds nel nuovo progetto.
Il percorso costituente, che dovrebbe concludersi alla vigilia delle
elezioni europee, sarà scandito da tappe e scelte a cui i partiti
concorreranno decidendo insieme i profili politici e organizzativi
necessari, anche sulla base di esperienze già sperimentate in Italia
e in Europa da altri partiti e movimenti. Naturalmente la
costruzione del partito nuovo, proprio perché ispirata a
processualità e gradualità, comporterà momenti federativi, passaggi
pattizi che saranno il mezzo utile all’obiettivo finale.
Insomma saremo impegnati nelle sezioni, nelle federazioni, negli
organismi regionali, al centro, in un percorso che non smarrisca la
ricchezza e l’articolarsi delle storie politiche di ciascuno, ma le
faccia incontrare e agire insieme nella costruzione di una nuova
identità comune, coinvolgendo anche la ricchezza dei tanti apporti
che la società italiana può offrire.
(Pubblicato sul Progresso n. 1/2007 del
11 Gennaio 2007) |