Editoriali    
Torna alla homepage


   Indietro

 
 
 

19 gennaio 2007

 

Politica
Elezioni, un 2007 di lavoro per le Marche


La senatrice Silvana Amati

di sen. Silvana Amati
segreteria nazionale Ds
 

HO ORGANIZZATO a Roma, lo scorso 11 dicembre, insieme all’on. Giacomelli, Responsabile degli Enti Locali della Margherita, l’Assemblea nazionale dei rappresentanti delle città, delle province, delle regioni, assai partecipata e conclusa da Rutelli, Fassino e Prodi, che ha segnato un ulteriore passo avanti nel confronto e nella costruzione del Partito Democratico. Infatti la stessa possibilità di approdare ad un bipolarismo maturo, ad una democrazia trasparente, a uno Stato effettivamente federalista dipende non solo da una nuova legge elettorale e dalle riforme istituzionali, ma dalla esistenza di un grande soggetto riformista che guidi il Paese. Di Silvana Amati Segreteria nazionale Ds
Nel 2007, presumibilmente a maggio, 11 milioni di italiani saranno chiamati alle urne per scegliere i presidenti di 8 province e i sindaci di più di ottocento comuni.
Un appuntamento elettorale di tutto rispetto che, nelle Marche, andare al rinnovo l’Amministrazione provinciale di Ancona e  le città di Jesi, Fabriano, Civitanova, Tolentino, Rosora, Corinaldo, Corridonia, Penna San Giovanni, Acquaviva Picena, Pedaso e Ripatransone.
Come responsabile nazionale Enti Locali dei Ds l’aspirazione principale è dunque quella, in Italia e nelle Marche, di una importante riconferma dei Ds, dell’Ulivo, dell’Unione alla quale tutti stiamo lavorando con impegno. Non mancano infatti candidate e candidati popolari ed autorevoli che consentiranno di affrontare con serenità il giudizio degli elettori. In particolare per la Provincia di Ancona il buon governo del presidente Giancarli e della sua squadra, caratterizzato da grande operosità e, tra l’altro, da un ottimo rapporto di coalizione, credo possa essere una carta di presentazione assai utile per chi sarà chiamato a proseguirne il lavoro.
Mi auguro poi che la lista dell’Ulivo, per la prima volta alla verifica  elettorale per l’Amministrazione provinciale, così come si è deciso di fare in tutto il Paese, consenta di rispondere ancora meglio a quella richiesta di unità e di nuova progettualità che molti cittadini hanno dimostrato di scegliere anche alle ultime elezioni politiche. Sono convinta anche che, in tempi brevi, la costituzione del gruppo dell’Ulivo in Regione completerà il percorso avviato con le elezioni del 2005, così come si sta facendo in tutte le Regioni.
Per noi Ds il 2007 è anche l’anno del congresso che ci vedrà impegnati all’avvio del percorso costituente del Partito Democratico, occasione di una straordinaria innovazione della politica nella direzione della costruzione di un partito forte, radicato nel territorio e organizzato, capace di apertura, osmosi, partecipazione.
Il Partito Democratico nascerà per un atto di volontà di partiti e movimenti politici e associativi che hanno deciso insieme un percorso, una transizione caratterizzata da gradualità e processualità a cui i fondatori concorreranno con la loro organizzazione, le loro politiche, i loro gruppi dirigenti. In altri termini noi Ds nel IV Congresso Nazionale non ci scioglieremo, ma approveremo una piattaforma politica con cui concorrere alla costruzione del Partito Democratico, eleggeremo un Segretario e gli organismi dirigenti previsti dallo statuto, a cui sarà data la responsabilità di guidare i Ds nel nuovo progetto.
Il percorso costituente, che dovrebbe concludersi alla vigilia delle elezioni europee, sarà scandito da tappe e scelte a cui i partiti concorreranno decidendo insieme i profili politici e organizzativi necessari, anche sulla base di esperienze già sperimentate in Italia e in Europa da altri partiti e movimenti. Naturalmente la costruzione del partito nuovo, proprio perché ispirata a processualità e gradualità, comporterà momenti federativi, passaggi pattizi che saranno il mezzo utile all’obiettivo finale.
Insomma saremo impegnati nelle sezioni, nelle federazioni, negli organismi regionali, al centro, in un percorso che non smarrisca la ricchezza e l’articolarsi delle storie politiche di ciascuno, ma le faccia incontrare e agire insieme nella costruzione di una nuova identità comune, coinvolgendo anche la ricchezza dei tanti apporti che la società italiana può offrire.
(Pubblicato sul Progresso n. 1/2007 del 11 Gennaio 2007)